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Storia di Varsavia

 


Durante il Medioevo, l’attuale territorio della città di Varsavia era occupato da piccoli borghi e centri urbani.
Le prime tracce di abitato risalgono tuttavia probabilmente al X secolo, con un insediamento fortificato nell'attuale sobborgo di Bródno. Le origini della città risalgono alla fondazione, alla fine del XIII secolo, di una prima residenza (castello Ujazdowski, o Zamek Ujazdowski) da parte dei duchi di Masovia. Il duca Bolesław II (1294-1313) fondò quindi il nucleo più antico del Castello Reale): a quest'epoca si data la prima citazione documentata della città di Varsavia.

L'abitato che sviluppò intorno al Castello divenne il principale centro del ducato di Masovia. Sul finire del XIV secolo il duca Janusz I Starszy ne aveva fatto la sua capitale e la città si espanse al di fuori della originaria cerchia di mura, con la Città Nuova, che nel 1408 si separò dal punto di vista amministrativo dalla Città Vecchia, racchiusa dalle mura, nel 1408.
In seguito alla morte dell'ultimo duca di Masovia (1526),Varsavia passò sotto il dominio diretto dei re di Polonia. Nel 1569 vi fu trasferito il parlamento dalla allora capitale Cracovia e nel 1596 il re Sigismondo III Wasa vi spostò la propria residenza, facendone la nuova capitale del regno di Polonia.

La città conobbe un periodo di splendore che venne interrotto dal cosiddetto Diluvio (Potop Szwedzki , o "Diluvio svedese"), ossia dalle invasioni che caratterizzarono la Guerra del Nord (1655-1660). La città venne saccheggiata e in parte distrutta. Sotto il re Giovanni III Sobieski, Varsavia tornò a rifiorire. In questo periodo venne costruita la residenza reale di Wilanów, uno dei tesori artistici della città.
Sotto il dominio di  re Stanislao Augusto Poniatowski, (eletto nel 1764), la Polonia divenne dapprima un protettorato di fatto della Russia e perse progressivamente la propria indipendenza: i suoi territori vennero spartiti tra Austria Russia e Prussia.

Dopo l’occupazione prussiana (1796) e, dopo la breve parentesi napoleonica, (con la costituzione del ducato di Varsavia nel 1807), Varsavia divenne, nel 1815, la capitale del regno polacco, governato dallo zar della Russia.
Dopo le rivolte del novembre 1830 e del gennaio 1863 il regno fu definitivamente abolito e il suo territorio inglobato nell'Impero russo.
Con il sindaco Sokrates Starynkiewicz (1875–1892, la città si ammodernò: vennero introdotti i tram, fu creato un sistema di gestione delle acque e fu migliorata l’illuminazione stradale.

Con l'invasione tedesca del 1939 anche Varsavia venne occupata dai nazisti dopo un assedio che portò alla distruzione di tantissimi edifici. Durante l'occupazione gli Ebrei furono rinchiusi nel Ghetto e in seguito massacrati nonostante una estenuante resistenza. Tra il 1 agosto e il 2 ottobre 1944, quando le truppe sovietiche si avvicinavano alla città, questa si ribellò all'occupazione, resistendo per oltre 2 mesi. Per rappresaglia i Nazisti distrussero quasi completamente la città.

Varsavia fu quindi la capitale della Repubblica Popolare Polacca, sotto l'influenza sovietica. Molte delle case sulle antiche vie del centro storico e le principali chiese e palazzi furono ricostruiti nella loro forma originale, ed a questi si aggiunsero progetti di palazzi per appartamenti e nuovi edifici pubblici.

 

 

 

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