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Sulla riva nord del fiume Vistola, circondata da splenditi giardini, troviamo il cuore pulsante di Cracovia, Stare Miasto, la città vecchia: un quartiere dal fascino particolare dove lo stile gotico si unisce incontra e sposa perfettamente lo stile rinascimentale e il barocco.

Stare Miasto, è quindi, il punto di partenza di qualsiasi visita alla città.

 

 

Rynek Glowny ed i suoi tesori.
La piazza principale della città, della città vecchia, è Rynek Glowny, la piazza dei fiori.
Realizzata nel  1257, è  fin da allora l’anima ed  il fulcro commerciale di Cracovia.
Con i suoi 4 ettari, questa piazza, un tempo, era considerata la più grande piazza dell’Europa medievale ed, a tutt’oggi, è la più grande della Polonia.
A pianta quadrata (ogni lato misura 200 metri), Rynek Glowny, è attorniata da edifici storici di notevole interesse, da qui dipartono a raggiera le vie principali della città, tra cui la Strada Reale.

Dal 1978 è stata inserita dall'UNESCO tra gli World Heritage Sites.

Nella piazza, troviamo diversi palazzi, tra questi, il più significativo è il Sukiennice, il gotico mercato dei Tessuti.
Edificato nel 14°sec. (ricostruito nel 1555 in seguito ad incendio e ristrutturato nel 19 secolo), il Sukiennice ancora oggi ospita al suo interno un mercatino con negozi di artigianato vario ed è,  con ogni probabilità, il primo centro commerciale del mondo.

Oggi, al piano terra dell'edificio, ha sede un vivacissimo bazar, mentre al piano superiore  si possono ammirare le opere di pittura polacca (XIX-XX secolo) della Galeria Malarstwa Polskiego Museum Narodowego.

Sul lato nord occidentale della piazza, troviamo l’imponente e splendida chiesa gotica Kosciol Mariacki, dedicata alla Vergine Maria; eretta nel 1222, per volere del Vescovo di Cracovia, venne distrutta dai tartari e fu ricostruita, secondo il gusto gotico, durante la seconda metà del Trecento.

Nel corso dei secoli l’edificio, che domina la piazza, è stata abbellito ed arricchito: ad esempio nel 1666 sono stati aggiunti i coronamenti della guglia sinistra.
Proprio da questa torre, la più alta,  ogni giorno viene suonato l'inno mariano, "hejnal mariacki", che improvvisamente e bruscamente viene interrotto per  commemorare il primo trombettiere che, avvistati i tartari, diede l'allarme, ma venne trafitto da una freccia che lo uccise.

Per accedere alla Kosciol Mariacki, si attraversa un piccolo tempio a pianta poligonale, edificato in stile barocco (1750-3). L'interno della chiesa è, invece,  gotico; sulle volte della navata centrale si possono ammirare alcuni interessanti affreschi ottocenteschi, mentre le vetrate trecentesche sono decorate con dei temi tratti dal Vecchio e Nuovo Testamento.

Nelle cappelle situate lungo la navata destra, sono custodite opere pregevoli come quella dedicata a S. Giovanni Battista o la tomba di Seweryn Boner.
Infine, possiamo ammirare il prestigioso dossale Mariano (scolpito in legno di tiglio), considerato da molti il capolavoro assoluto di Veit Stoss (scultore ed incisore tedesco, 1447 -1533).

All’interno della Rynek Glowny, possiamo trovare altri tesori architettonici ed artistici: il  Wieza Ratuszowa (torre del municipio), ciò che resta del municipio gotico abbattuto nel 1820. nel corso dei secoli è diventata la “torre pendente di Cracovia”, in quanto si è inclinata di 55 cm.

La torre è alta 70 metri ed è caratterizzata da due leoni in pietra custodiscono l’entrata dal lato del Mercato dei Tessuti. All’interno della torre, attualmente, è stata allestita una sezione del Museo Storico, e nei sotterraneo si trova la scena del Teatro Popolare “Pod Ratuszem”.

Vi è la poi la Kosciol swietego Wojciecha (chiesa di S. Adalberto), di origine romanica è una delle chiese più antiche della città: la Kamienica Hetmanska, ossia la zecca del XIV secolo; la Kamienica 'Pod Jaszczurami' (XV secolo), la casa 'delle lucertole' così soprannominata per le lucertole intrecciate che ornano lo stemma; la Kamienica Montelupich, fatta costruire nel 1556 dalla famiglia italiana Montelupi, e la Kamienica Szara (XIII-XIV secolo), il più antico palazzo cittadino. A sinistra di quest'ultima si trova la Kosciol swietej Barbary (chiesa di S. Barbara), la chiesa gotica (1394-1402) passata nel '500 ai Gesuiti e affrescata nel XVIII secolo.
A nord della Piazza si trova, invece, la Porta di San Floriano, delle otto porte anticamente presenti, è l'unica porta giunta fino a noi. 

Qui troviamo il celebre Barbacane, un  bastione difensivo risalente al XV secolo, sistemato una decina di metri davanti alle mura della città; è circondato da un fossat. Il Barbacane sette torrette di osservazione, nelle quali trovano 130 feritoie da fuoco. La spessore dei suoi muri supera i 3 metri. è la più grande struttura di questo tipo in Polonia, e la miglior conservata in Europa.

Se ci spostiamo verso la porte occidentale della piazza raggiungeremo l’Università Jagellonica, la più antica università polacca fondata nel 1364 dal re Casimiro il Grande come Akademia Krakowska.
Qui possiamo ammirare non solo alcuni strumenti astronomici  usati da Nicolò Copernico  nel XVI° sec, ma anche  la splendida Collegium Maius, con i suoi soffitti rinascimentali: Plus ratio quam vis (val più la ragione che la forza) recita la sua celebre iscrizione.

Altra splendida ed affascinante chiesa, che spicca sul verde del Planty che circonda la Città Vecchia è  quella  della Santa Croce, in mattoni rossi, è stata edificata in stile gotico; all’interno si può ammirare  l’originale volta a palme, che poggia su un unico pilastro centrale. Le pareti del presbiterio e della navata sono coperte da preziosi dipinti del XV e XVI secolo, restaurati dal Stanisław Wyspiański.

 

 

La collina Wawel con il suo Castello e la Cattedrale
Uscendo dal lato sud-orientale di Rynek Glowny e prendendo dapprima via  Grodzka e poi Kanonicza, (costeggiate di  pregevoli edifici storici risalenti al XIV e XV secolo), si giunge alla collina del Wawel.
La collina di origine calcarea del Wawel ospita due grandiosi monumenti di Cracovia: il castello e la cattedrale.

La storia del castello è legata ad un drago, importante figura della mitologia polacca.
La tradizione narra che un drago abitava la grotta posta sotto la collina del Wawel, dove oggi sorge il castello.

Secondo la leggenda, durante il regno del re Krak, fondatore della città, un giovane riuscì a sconfiggere il drago grazie ad un’astuzia. Il ragazzo, dopo aver riempito un agnello di zolfo, lo sistemò all’apertura della caverna del drago.
In breve, il drago divorò l’animale, ma presto fu assalito da un’incredibile arsura che lo spinse a bere dalle acque del fiume Vistola: la creatura bevve talmente tanto che esplose. 

Oggi,  la grotta del drago, situata sotto il castello è diventata un’ambita meta turistica, così come la statua del drago, posta sulle rive del fiume.
Il Castello venne eretto in stile rinascimentale e nel corso dei secoli venne adibito, dapprima, come residenza reale e poi, in seguito al trasferimento della capitale a Varsavia ed al conseguente declino di Cracovia, il castello venne utilizzato dagli austriaci come ospedale militare e poi come quartier generale dell'esercito nazista.

All’interno del palazzo reale si possono ammirare straordinarie decorazioni che si rifanno squisitamente all’arte fiamminga e numerose stanze finemente ornate.
Il castello, oltre ad ospitare numerose mostre (permanenti e temporanee), comprende un insieme di edifici di importante valore storico-artistico:  il Castello Reale Rinascimentale, la Cattedrale Gotica, le Tombe Reali e frammenti delle mura medievali e degli alloggi.

Situata ai piedi del castello, troviamo la Cattedrale di Wawel è considerata il santuario nazionale della Polonia.

Dedicata ai Santi Stanislao e Venceslao, venne costruita nel XIV sec: tra le sue mura sono stati incoronati i re di Polonia e, nelle sue cappelle, riposano per l’eternità sovrani, vescovi, eroi ed artisti polacchi.
All’interno della Cattedrale, troviamo dei veri tesori d’inestimabile valore artistico e culturale (al suo interno ospita infatti 18 splendide cappelle); ne è un esempio sopraffino la Cappella di Sigismondo.

La cosiddetta Cappella di Sigismondo (Kaplica Zygmuntowska), a pianta quadrata sormontata da una cupola dorata, è stata definita da «il più bell'esempio del Rinascimento toscano a nord delle Alpi»; edificata come cappella tombale degli ultimi sovrani Jagelloni, è considerata uno dei monumenti architettonici di maggior pregio di tutta Cracovia.

Finanziata da re Sigismondo I di Polonia, la cappella fu edificata fra il 1519 e il 1533 da Bartolomeo Berecci ospita le tombe del suo fondatore, del re Sigismondo Augusto di Polonia e di Anna Jagellona.

Informazioni
Il complesso del Wawel è accessibile ai visitatori da aprile a settembre, dalle ore 6:00-20:00, e da ottobre a marzo, dalle ore  6:00-17:00; le mostre allestite nel Castello Reale sono chiuse a Natale, Capodanno, Pasqua, e generalmente, dal 1 ° novembre al 11 novembre.

La Cattedrale è aperta dal lunedi a sabato dalle 9 alle 17, e la domenica ed i festivi dalle 12:30 alle 16.

Termini, condizioni di ammissione e tariffe possono essere soggette a modifiche.

Per informazioni e prenotazioni si può contattare:
Ufficio Servizi Turistici (BOT), di Wawel 5, 31-001 Kraków,
tel.: (+48 12) 4225155 ext. 291,
tel. / fax: (+48 12) 4221697
Email: zamek@wawel.krakow.pl

 

Museo Czartoryski
Il Museo Czartoryski (Muzeum Czartoryskich), il più antico del Paese, è considerato uno dei più importanti di tutta la Polonia.
Il  museo espone cimeli ed oggetti d'arte antica romana, greca, egizia ed etrusca, e dipinti italiani, olandesi e fiamminghi (tra questi si ricordano due dipinti di Rembrandt: Paesaggio con il buon samaritano e Paesaggio prima della tempesta).
L’opera che però rende celebre in tutto il mondo il Muzeum Czartoryskich, è La dama con l'ermellino di Leonardo.
Il museo, venne istituito sul finire del XVIII secolo per volere della principessa Izabela Fleming, moglie di Adam Kazimierz Czartoryski, a Puławy e fu il primo museo storico di tutta la Polonia.

La principessa, fervente indipendentista, desiderava conservare opere e cimeli storici per celebrare l’orgoglio nazionale e per creare un patrimonio artistico per le future generazioni.
Nel 1830, quando l’insurrezione polacca fallì, le opere vennero trafugate dalla residenza Czartoryski a trasportate a Parigi; solo quarant’anni più tardi le collezioni poterono fare ritorno in quel di Cracovia.

Durante la seconda guerra mondiale, le opere d’arte vennero portate via nuovamente, stavolta dai soldati nazisti. Con la fine della guerra e la sconfitta della Germania, le opere fecero ritorno in Polonia, ma alcune opere d’arte, come lo "Studio per ritratto" di Raffaello, non furono restituite ed andarono “perse”.
Il museo è attualmente situato nel Old Town Historic Area.

Informazioni
Aperto: Domenica dalle 10 alle 16.00, il martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato dalle  10 alle 18:00.  Chiuso il lunedì.
Ingresso: 10 zloties, ridotto 5 zloties – Gratuito la domenica.

Muzeum Czartoryskich
19 Sw. Jana Street, 31-017 Cracovia,
Tel (+48) 124.225.566 o 124.212.956
fax: (+48) 122926464
Email: muz-czart@muzeum.krakow.pl

 

 

Kazimierz - quartiere ebraico
Ogni angolo di Kazimierz è una testimonianza forte ed inconfondibile del passato non troppo lontano di Cracovia.
Non è un caso, infatti, se Steven Spielberg ha deciso di girare parte del suo film più toccante, "Schindler's list", tra le sue vie.
Prima della Seconda Guerra Mondiale, Cracovia era abitata da circa 65 000 ebrei che rappresentavano circa il 25% dei residenti della città.
Gli ebrei abitavano soprattutto a Kazimierz, che in origine non era parte intergrate della città di Cracovia.

Nel XIV secolo Kazimierz, all’atto della sua fondazione, era, infatti, una città distinta da Cracovia.
Il suo nome, deriva dal suo fondatore, re Casimiro il Grande (1333 – 1370), che aveva accolto gli Ebrei elargendo loro grandi privilegi.
Nel 1495 nella parte est di Kazimierz, furono trasferiti gli ebrei di Cracovia. La via Szeroka diventò il centro del quartiere ebraico di Kazimierz. Nel corso del XIX secolo, gli ebrei si trasferirono in massa a Kazimierz che divenne un quartiere tipicamente ebraico, anche se i cristiani erano ancora presenti (soprattutto polacchi poco abbienti).

Durante la metà del XVI° sec. Kazimierz fu un centro molto importante della vita ebrea sia intellettuale che culturale.
Nel 1941 sul lato destro della Vistola venne innalzato un muro, di cui ancora oggi rimangono tracce, e costituito il ghetto ebraico. Tutta la comunità ebraica venne costretta a vivere all'interno del ghetto.
Dopo gli anni orribili della guerra e della deportazione, il quartiere venne abbandonato per decenni.

Dagli anni ’80, invece le cose sono cambiate, e nuova vita ha animato il quartiere.
Nel cuore del Kazimierz ebraico, la piazza Nuova (Plac Nowy) simboleggia tutti i contrasti di questo quartiere in piena trasformazione che vede nascere numerosi bar, gallerie d’arte, ristoranti kasher, antiquari e rigattieri, accanto ad abitazioni ancora degradate abitante soprattutto da povera gente.

Testimonianze della coscienza del luogo, sono  la Vecchia Sinagoga, situata a sud di via Szeroka, il più antico edificio religioso ebraico della Polonia (XV secolo), oggi trasformata in un Museo storico dedicato agli ebrei di Cracovia, e la Sinagoga Remu'h (edificata XVI secolo) che ha ritrovato la sua vocazione culturale dal 1945 e rimane un luogo di culto attivo.

Vi è poi la necropoli ebraica, risalente al XVI secolo - probabilmente è una delle più antiche d’Europa - fu devastata dai nazisti, ma in parte (più di 700 stele funerarie), venne restaurata.

In via Miodova sorge la Sinagoga Tempel, costruita nel 1862 in stile neoromanico vicino alle idee artistiche dell’epoca. La chiamano anche "Sinagoga progressista" perché era frequentata da molti intellettuali e borghesi che rivendicavano la parità dei diritti, un’educazione laica e rifiutavano la pratica dello yiddish e l’abbigliamento tradizionale.

Ogni anno, in estate, il quartiere ebraico si anima grazie al Festival della cultura ebraica, ideato da Janusz Makuch.
Janusz Makuch, nato durante il regime comunista a Puławy, una cittadina del sud-est della Polonia, non è ebreo, e della cultura ebraica non sapeva praticamente nulla: il suo incontro con il professore Michał Strzemski, gli cambia la vita: inizia così a studiare la cultura e la storia degli ebrei di Puławy; poi continua gli studi a Cracovia. Nel 1988, organizza il primo Festival della cultura ebraica, ma i comunisti sono ancora al potere e l’evento assomiglia molto a una manifestazione underground in un piccolo teatro di quartiere. 

Dopo il crollo del regime, il festival assume un’altra dimensione, diventa internazionale e acquista notorietà: ora è forse la più grande manifestazione di questo genere al mondo: più di 200 eventi e artisti provenienti da Israele, dagli U.S.A., dall’Europa e  dalla  Russia.
Per informazioni sul festival: http://www.jewishfestival.pl

 

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